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GLI ORGANI DIRIGENTI ELETTI E IL DISCORSO DEL NUOVO PRESIDENTE AL CONGRESSO DEL 13 OTTOBRE 2011

PRESIDENTE: GIOVANNI CALOGGERO

SEGRETARIO: CARMINA DANIELE

TESORIERE: FRANCESCO MASCALI

CONSIGLIERI:

  • ANNA DI SALVO
  • GIUSY MILAZZO
  • MIRELLA CLAUSI
  • ALESSANDRO MOTTA
  • NUNZIA SCANDURRA
  • PATRIZIA MAURO

REVISORI DEI CONTI: ANGELO PRESTIFILIPPO E CARMELO PARISI

PRESIDENTI FONDATORI: PAOLO PATANE' E DARIO DE FELICE

PRESIDENTI ONORARI: RICCARDO DI SALVO E DARIO ACCOLLA

 

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE GIOVANNI CALOGGERO AL CONGRESSO:

 

In via preliminare desidero porgere i miei più sentiti ringraziamenti al nostro Presidente Nazionale, Paolo Patanè, per essere con noi a presiedere questo Congresso, malgrado i gravosi impegni che lo attendono fuori.

 

Un grande grazie a tutti voi presenti che rappresentate questa assise e, in particolare, ai seguenti graditi ospiti:

  • i Comitati Arcigay di Messina, Ragusa, Siracusa, Agrigento, Reggio Calabria, rappresentati da Rosario Duca, Igor Marco Garofalo, Agostino de Caro, Giancarlo Riami e Lucio Dattola;

  • gli Amici di Palermo del Gruppo Exit rappresentati da Vincenzo Rao;

  • Stonewall lgbt con Andrea Intagliata;

  • Eventi Feltrinelli con Sonia Patania;

  • LILA Catania con Fabio Campisi;

  • Kalon lgbt con Riccardo Di Salvo;

 

    nonché al Gruppo Pegaso nelle persone di Dario e Francesco per la sempre costante e affettuosa ospitalità.

    Grazie, infine, ai componenti di questo nuovo direttivo, Carmina, Anna, Giusy, Mirella, Patrizia, Nunzia, Alessandro, Dario e Francesco per aver voluto condividere questo progetto e questa inusitata.

     

    Questo Comitato che oggi avete eletto presenta delle caratteristiche del tutto nuove rispetto ai precedenti catanesi e, oserei dire, rispetto anche alla stragrande maggioranza dei comitati diffusi su tutto il territorio nazionale.

     

    1. La sua composizione: in grande maggioranza donne provenienti da lunghi anni di esperienza nella politica delle donne. Tale scelta vuole, infatti, rappresentare un preciso riconoscimento sia alla sensibilità delle donne sia alle pratiche del movimento femminista, al quale tanto devono tutte le associazioni lgbt, in particolare alla teoria delle relazioni individuali e interassociative, alla puntualità nell'uso del linguaggio, già segno di valori condivisi e di una coscienza valoriale riflettentesi sulla quotidiana operatività;

     

    1. L'età non giovanissima di tutti noi che a questo Comitato conferirà la dovuta serenità e oggettività che le è propria, senza per questo depauperarne il necessario entusiasmo e impegno;

     

    1. Il fatto che, ad eccezione di chi vi parla, tutti i consiglieri sono assolutamente nuovi all'esperienza Arcigay, provenendo da lunghi anni di militanza nel movimento femminista e nei collettivi lesbici, Alessandro e Dario dall'attivismo praticato da tempo in Open Mind. Questo, a mio avviso, costituisce un elemento di grande ricchezza per la nostra associazione che ne ricaverà nuove pratiche, nuovi modelli di pensiero, una nuova dialettica, un nuovo modo di confrontarsi con le diverse problematiche che verranno via via presentandosi;

     

    1. Una nuova proposta di Arcigay fondata non più esclusivamente sulla centralità della concezione di associazione gay, lesbica, transgender, o comunque sulle tematiche legate esclusivamente alle diversità di orientamento sessuale, bensì sulla visione di una associazione da intendere, vivere e proporre come una effettiva forza sociale.

     

    Su questa caratteristica desidero soffermarmi.

     

    Prima ancora di essere omosessuali, lesbiche, transgender etc.. noi siamo delle persone, cittadini ai quali questa Costituzione assegna pari dignità e diritti, anche se i governi, le istituzioni confessionali ignorano i dettami della Carta fondamentale. E' proprio come persone che, in primis, praticano la propria libertà nelle rispettive relazioni e nelle proprie vite quotidiane, come cittadini di questo paese, di questà città che intendiamo metterci in prima linea al pari di tutte le altre persone e tutti gli altri cittadini, convinti come siamo di poter dare un valido contributo a questa società per molti versi viziata e malata e sulla quale riteniamo doveroso intervenire.

     

    Non è più consentito vivere i nostri problemi avulsi dal più ampio contesto entro il quale viviamo, essendo fondamentale per ciacuna persona e individuo il poter vivere e lavorare in un mondo che sta anche a noi rendere ogni giorno migliore.

     

    Quali, dunque, i problemi essenziali? La salute, il lavoro, gli affetti, fattori tutti che concorrono a disegnare il valore essenziale della dignità.

     

    Oggi ci troviamo a doverci quotidianamente confrontare con una società che fonda i propri valori sulle regole dell’economia, una società senza valori né ideali, e che, pertanto, origina competizioni, conflitti e disuguaglianze che inevitabilmente conducono alla conflittualità tra persone e stati.

     

    Ubi consistam? Questa è la domanda cui occorre fornire risposta e la risposta non può che essere la centralità dei valori della persona, nelle sue molteplici forme e differenze che, lungi dall’essere oggetto di omologazione, vanno di contro esaltate, sviluppate, costituendo esse la ricchezza dell’umanità.

    Come bene afferma Pietro Barcellona, "la discussione che si sviluppa è espressione miserabile di una classe dirigente che ha perduto ogni slancio ideale e che non ha più idea di ciò che appartiene alle emozioni e alla affettività di un popolo".

    Citando ancora Pietro Barcellona, la natura ha dimostrato e dimostra ogni giorno la caducità del progresso tecnologico e quanto esso possa addirittura essere in certi casi estremamente pericoloso (mi riferisco a titolo esemplificativo alle recentisisme esperienze delle centrali nucleari, alla sistematica devastazione del territorio e dell'ambiente), e non ultimo la dipendenza della vita di tutti noi dai rating di aziende che stanno determinando l'asservimento dei bisogni persino primari a una strategia di un nuovo imperialismo di natura finanziaria in grado di stabilire logiche di mercato studiate a tavolino e ben lontane dal mondo reale del lavoro e della produttività e, soprattutto, dai concreti bisogni della gente.

    E al riguardo ricordiamo Simone Weil: la dipendenza di cui sopra diviene soggezione al potere, dopo l'esperienza storica dell'oppressione attuata con la forza delle armi e di quella prodotta dalla ricchezza concentrata nel capitale privato, l'umanità comincia a sperimentare una forma nuova di oppressione determinata dall'imperio della finanza. E ancora Simone Weil: Viviamo in un mondo dove nulla è a misura dell'uomo, dove tutto è squilibrio e la società è collettività cieca, trasformata in una macchina per comprimere cuore e spirito e per fabbricare l'incoscienza e la stupidità.

    Dalla dialettica e dal dibattito attualmente corrente non è mai scaturita una reale e concreta riflessione sul rapporto uomo-natura-tecnologia e sull’imprescindibile bisogno delle nuove generazioni di dare un “senso” alla propria vita oltre una visione delle cose meramente pragmatica, impostata sui principi della economia, della crescita del PIL, del progetto del tutto occidentale di governare e pacificare attraverso l’idea di un progresso senza limiti.

    Questo nuovo e più pericoloso capitalismo ha creato un enorme divario tra economia reale e non comprensibili dinamiche finanziarie, divario che quotidianamente produce povertà e malessere negli strati sociali e,quindi, ulteriori stati di conflittualità. Aggiungasi il diffuso relativismo che ha annullato ogni valore e ideale, privandoci di riferimenti e dell'indispensabile consapevolezza della nostra umanità. A tutto questo noi riteniamo che la risposta non sia una nuova formula economica o finanziaria o anche politico-filosofica, bensì una antica ricetta che, certamente, rappresenta oggi un principio di anti-economia, di anti-finanza, di anti-relativismo, essa si riassume in una sola parola che e' un principio e soprattutto pratica di vita: SOLIDARIETÀ.

    Solidarietà tra le persone, tra cittadini, solidarietà con la natura e l'ambiente, solidarietà nella nostra comunità lgbt. Solidarietà che ci rende indignati di fronte ad uno stato di cose disumano e disumanizzante, indignati di fronte a questa politica i cui fondamentali non tengono da tempo più conto delle persone ma solo di sterili liti finalizzate non al benessere dei cittadini ma alla conquista del potere. Indignati di fronte a un debito che ogni giorno ci viene descritto pauroso e che non siamo stati noi a generare ma che si chiede a noi di pagare con i nostri sacrifici. No, noi siamo INDIGNATI di fronte a tutto questo.

    In questo contesto ed alla luce di queste considerazioni noi vogliamo iniziare e svolgere il nostro percorso non costruito sul prefisso ANTI ma sul prefisso PER, noi intendiamo aprire e non chiudere. Troppo spesso abbiamo assistito, anche nel contesto del movimento lgbt, a tante preclusioni di natura ideologica, o sulla base di convincimenti precostituiti, preclusioni che hanno solo prodotto una stupida frammentazione sia del movimento stesso che della nostra comunità.

    Noi vogliamo lavorare con tutte e tutti, individui e associazioni, ma a condizione del reciproco rispetto e della reciproca legittimazione.

    Saremo sempre pronti a fare il primo passo o anche un passo indietro ove occorresse, ma solo ed esclusivamente in presenza di reciproche disponibilità, di reciproci riconoscimenti, di menti autenticamente aperte e non chiuse da fondamentalismi fuori dalla storia.

    Venendo, ora, alla nostra Associazione, siamo perfettamente consapevoli che Arcigay non e' il migliore dei mondi possibili, ma sappiamo anche che e' uno straordinario strumento, perfettibile e innovabile come ci ha dimostrato il Congresso di Perugia che ha prodotto una diversa visione associativa basata su regole e che, ancora oggi alcuni tentano di avversare proprio per restaurare vecchie consuetudini da mandarini cinesi.

    Noi abbiamo condiviso e condividiamo con questo Presidente Patane' questa battaglia il cui superamento ci consegnerà una associazione davvero funzionale e trasparente, e non possiamo esimerci dallo stare a lui vicini nella assurda molteplicità degli ostacoli che quotidianamente vengono interposti al suo lavoro per impedirne l'innovazione e l'efficacia.

    Al riguardo, desidero solo citare l'ultimo grande risultato ottenuto da Paolo e precisamente la prima ricerca scientifica nazionale condotta nel mondo del lavoro e della quale oggi parlano i maggiori quotidiani nazionali che riportano dati che certamente saranno oggetto di ulteriore lavoro e attenzione, e che riguardano molto i giovani e il loro avvenire.

    A voi giovani che siete la sostanza del nostro impegno perchè siete il futuro per il quale vogliamo lavorare, dico di non aver paura, siate visibili, perchè se non siete voi stessi a rispettare la dignità di ciò che siete non potrete pretenderlo dagli altri. E, pur non amando molto il personaggio e il mondo da lui creato, probabilmente perchè la mia età non me lo fa apprezzare come forse dovrei, voglio citare al riguardo Steve Jobs, una parte molto bella del suo discorso agli studenti e che ritengo sia adatta anche a noi qui oggi:

    “Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”

    Per quanto riguarda questo Comitato di Catania, già domani sarà on-line il nuovo sito www.arcigaycatania.com dove potrete leggere tutto quello che riguarda il nostro lavoro, la programmazione e, con cadenza trimestrale, ciò che si è fatto e ciò che ancora dovrà farsi, oltre a tante altre informazioni.

    Avvieremo sin da subito gli opportuni contatti con movimenti, associazioni lgbt e non, per una preliminare verifica di disponibilità alla collaborazione da concretizzarsi subito dopo.

    Saremo, inoltre, presenti sul territorio in tutte le battaglie in nome del principio della solidarietà, come sopra esplicitato, convinti come siamo che il problema che costituisce la sfida del millennio è quello di rimotivare all’amore per la vita.

    In questo lavoro, in questa visione che solo i tedeschi sanno definire con una sola parola “Weltanschauung” noi metteremo il nostro impegno ed entusiasmo, mentre a tutti voi chiedo di valutare il nostro lavoro e giudicarci solo ed esclusivamente sulla base di ciò che faremo, sulla base delle nostre azioni concrete, senza alcun pregiudizio né favorevole né contrario, osservate, valutate e giudicate, noi non chiederemo alcuno sconto ma solo rigore nella oggetività.

    E se, infine, vorrete esserci vicini, darci una mano, un consiglio, un aiuto, bene sin d'ora siete i benvenuti e sin d'ora a voi vada il nostro grazie.